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Il Piano dell'Offerta Formativa


Introduzione.
Dall’analisi effettuata si desume la sostanziale debolezza del tessuto produttivo dell’area del Lagonegrese, anche per forte carenza di una cultura d’impresa e di modelli positivi nel settore.

I bisogni formativi dei giovani - Il forte tasso di disoccupazione dell’area del Lagonegrese che è alto sia rispetto alla Regione, sia rispetto al Mezzogiorno, sia rispetto al resto del Paese e della U.E. deve spingere tutti i soggetti della formazione a modificare rigidità e schematismi per evitare duplicazioni di competenze e impostazioni non finalizzate.

Se si può escludere che nel Territorio siano operanti attività criminose organizzate, non si può negare che siano presenti nella società giovanile elementi di devianza, di lavoro nero o di sottoccupazione.

Non è facile stimare la densità di quest’ultimi due fenomeni, né è facile affermare se siano collegati direttamente o indirettamente alla dispersione scolastica; è materia che richiederebbe uno studio specifico, in collaborazione con enti locali, forze di polizia, A.S.L. e SERT, Consultori familiari, forze sociali.

In questo primo lavoro di indagine dei bisogni formativi una scuola di massa, come la nostra, cerca di superare rigidità e chiusure autoreferenziali per cercare di offrire di più a chi ha di meno, attraverso una corretta lettura del principio costituzionale dell’uguaglianza del diritto allo studio e alla formazione.

Nella società complessa "Finalità" della scuola sono

Istruire ----------> Comunicare

Formare -----------> Concertare

Educare ------------> Cooperare

per far conseguire agli allievi "Competenze" fatte di Conoscenze, Abilità, Esperienze, Linguaggi

nel quadro di Valutazione degli apprendimenti e di Valutazione dell’efficacia e della qualità del Servizio Scuola

Per far ciò occorre, altresì, instaurare un rapporto organico con il mondo del lavoro e delle istituzioni economiche non solo locali, ma anche nazionali.

Per far conseguire agli allievi competenze fatte di conoscenze, abilità, esperienze e linguaggi occorre instaurare un rapporto organico con il mondo del lavoro e delle istituzioni economiche non solo locali, ma anche nazionali.

Negli anni scolastici precedenti e in quello in corso sono stati organizzati stage e intese con imprese ed istituzioni, i risultati raggiunti pur se discreti per alcune classi non sono ancora rientrati nella ordinarietà che queste cose devono avere per un indirizzo di studio specifico e professionalizzante.

I progetti realizzati sul tema dell’imprenditorialità giovanile hanno fatto prendere coscienza ai giovani di come debba cambiare l’approccio verso il lavoro "dal mito del posto fisso" al "lavoro in proprio", questo nuovo modo di formare i giovani passa attraverso una "rivoluzione" culturale della scuola che ha come obiettivo primario quello di puntare ad una cultura globale; occorre formare diplomati con una accentuata propensione alla flessibilità, gli studenti devono continuamente misurare ciò che teoricamente studiano a scuola delle aziende con ciò che è la realtà del mondo del lavoro ( Art.4, comma 6, Legge sul riordino dei cicli scolastici).

Il mondo dell’impresa per molti anni ha rappresentato un oggetto misterioso pe i non addetti ai lavori, spesso per atteggiamenti oziosi e spesso per paura del confronto la scuola italiana ha tardato a conoscere dal di dentro questo mondo così ci si è accorti che le regole e i meccanismi umani e non, che sottostanno alle dinamiche aziendali, sono un patrimonio non solo economico ma culturale che va valorizzato e preservato.

Il Mezzogiorno, presenta enormi ritardi perché storicamente vive marginalmente questo settore importante della società.

La nostra scuola, oltre alla specificità del suo indirizzo di studi si propone di essere punto di riferimento dei giovani per quanto riguarda prima la formazione culturale orientata all’impresa e poi la necessaria qualificazione professionale, che abbia come obiettivo primario quello della formazione al lavoro di impresa e alla creazione di impresa.

Azioni programmatiche

· Individuare la figura del docente referente alla cultura di impresa.

· stabilire rapporti con associazioni imprenditoriali (Confindustria, Api, Confartigianato) con le organizzazioni di sostegno allo sviluppo imprenditoriale (Ig, Ig student, Agenzie per il lavoro) con gli istituti di credito, con gli Enti locali, col Tribunale, Camera di Commercio, Uffici finanziari.

· Stabilire rapporti con imprese di aree industriali avanzate e gemellaggi con istituti operanti in aree industrializzate.

· Individuare classi pilota dell’Istituto per sperimentare progetti da monitorare ed estendere al percorso formativo del curricolo.

· Riformulare il curricolo in forme modulari e flessibili, finalizzandolo a competenze da spendere subito.

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TECNICO PER IL TURISMO.

Motivazione della richiesta - I documenti ufficiali della programmazione economica della Regione Basilicata (Piano di sviluppo, Programma Operativo Plurifondo, Programma Operativo di settore) individuano nel turismo uno dei settori trainanti per promuovere lo sviluppo economico di vaste aree della Regione, con particolare riferimento al Lagonegrese e all’area meridionale della Regione.

Obiettivo prioritario della programmazione regionale per il settore turistico è costituito dalla piena valorizzazione delle risorse turistiche, naturalistiche culturali, gastronomiche attraverso la metodologia programmatica degli itinerari

· itinerario della neve (turismo invernale, stazione di sci)

· itinerario naturalistico e paesaggistico (aree protette, parchi naturali)

· itinerario storico — culturale (risorse archeologiche, monumentali,

· linguistiche, antropologiche)

· itinerario gastronomico (dalle produzioni tipiche ai sapori della

· tradizione).

La programmazione regionale, già da due decenni, ha inteso avviare una strategia mirata a diffondere una conoscenza articolata delle risorse e delle potenzialità turistiche regionali, per venire incontro alle esigenze di un mercato sempre più sensibile ad un turismo di qualità e per dare vita ad uno specifico e originale "prodotto" tipico regionale.

Si muove nel mercato turistico una domanda, prevalentemente di giovani e giovanissimi che ricerca, in maniera crescente, un rapporto positivo e profondo con la natura; la Basilicata per una certa estraneità ai grandi processi di industrializzazione e di urbanizzazione, è in grado di offrire una valida proposta di turismo alternativo, a certe condizioni

· recuperare, valorizzare e sostenere l’impresa turistico.

· garantire una qualificazione tecnico — professionale agli

· addetti del settore, nelle sue molteplici specializzazioni.

· puntare sull’uso delle tecnologie informatiche al fine di superare certi ritardi in materia di viabilità di trasporti rapidi, di comunicazioni.

Il piano quadriennale di sviluppo socioeconomico 1999/2002 curato dalla Comunità Montana del Lagonegrese, per l’area di sua pertinenza individua nel settore turistico punti di forza, alcuni punti di debolezza, ed alcune proposte.

Punti di forza

· valenza paesaggistica dell’area;

· trends di afflusso turistico in continua crescita;

· imprenditorialità dinamica del settore;

· beni culturali ed artistici.

Punti di debolezza

· carenza di strutture ed infrastrutture;

· formazione professionale insufficiente;

· disuso del patrimonio edilizio esistente;

· carenza di marketing del prodotto "Basilicata".

Proposte

· potenziamento attività ricettive e servizi ( camping ed aree attrezzate);

· agriturismo ed attività collegate;

· offerta di pacchetti turistici integrati;

· potenziamento dell’offerta formativa.

I cambiamenti in atto richiedono, in aggiunta alle competenze professionali, doti relazionali e capacità di comunicazione adeguate che permettano agli operatori la gestione dei processi nella complessità dei rapporti che all’esterno dell’azienda si generano.

Si tende verso la formazione globale ricca di atteggiamenti attivi che inducono alla ricerca, alla collaborazione allo spirito di gruppo e alla corresponsabilità.

Alla luce delle suddette considerazioni si chiede di potere avviare anche a titolo sperimentale, un corso di tecnico per il turismo, a servizio di un bacino di utenza che, oltre all’area sud della Basilicata comprenderebbe l’area nord della Regione Calabria, nel territorio del Parco Nazionale del Pollino, e dell’ istituendo Parco Sirino — Val D’Agri.

Il profilo professionale del Tecnico per il Turismo può costituire una risposta adeguata alle esigenze del territorio e alla necessità di qualificare il settore turistico.

Il Tecnico per il Turismo conosce il mercato turistico nazionale e regionale, sa integrare le esigenze, propone modelli idonei di analisi quantitativa e qualitativa. Possiede le necessarie competenze per la gestione di un sistema turistico informativo integrato entro il quale organizza i dati per il controllo dello sviluppo e delle entità.

Comunica correttamente e correntemente in tre lingue, da individuare strutture, ambiti applicativi e soggetti utilizzatori.

Utilizza con competenza gli strumenti di finanziamento e di applicazione resi disponibili da leggi, circolari e direttive, europee nazionali e regionali, sa comporre modelli e progetti di analisi quantitativi e qualitativi.

E’ in grado di organizzare le risorse dell’impresa turistica con adeguati sistemi di programmazione e di valutazione.

Settori di inserimento lavorativo agenzie, centri fieristici, trasporti e comunicazioni, alberghi, parchi, educazione ambientale, aziende di servizi import — export, camping, valorizzazione centri storici, cooperazione, escursionismo, sentieristica.

Obiettivo principale a cui ispirare l’intera azione didattica è, dunque, fornire tutti gli strumenti teorici e pratici rivolti a favorire nei giovani la formazione di larghe e solide competenze linguistiche, informatiche, socio — economiche, giuridico — legislative, ed economico — aziendali.

La scuola possiede le risorse umane professionali, strumentali ed organizzative per assicurare un positivo esito alla formazione del Tecnico per il Turismo e di poter, così, svolgere un ruolo di maggiore collegamento tra formazione e impresa turistica e tra formazione e lavoro.

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IL TRINITY COLLEGE DI LONDRA.

Per meglio comprendere le ragioni della collaborazione con l’Ente certificatore Trinity College di Londra dobbiamo brevemente soffermarci su alcuni punti della politica scolastica europea e italiana.

La Commissione Europea prevede che le sorti delle loro comunità siano fortemente condizionate dalla loro capacità di stabilire relazioni in tre lingue europee, due altre in aggiunta a quella materna; il Consiglio d’ Europa ha promosso studi decisivi nel campo dell’insegnamento linguistico, nel tentativo di tracciare rotte per i singoli paesi dell’Unione.

Il Parlamento Italiano, consapevole del ruolo decisivo della competenza comunicativa in più lingue comunitarie dei propri cittadini, nel varare la L. 440 del 12 dicembre 1997,volta a migliorare e potenziare l’offerta formativa, ha previsto interventi di arricchimento e potenziamento dell’impianto curricolare correlati a bisogni specifici delle singole scuole con un ambito privilegiato che riguarda lo studio delle lingue straniere.

Un primo progetto è stato nell’anno scolastico 1998/99 in ossequio alle indicazioni della legge citata, che ha riguardato la scuola media e, in misura minore, la scuola elementare.

L’accoglienza favorevole degli interventi attuati in questa prima fase ha condotto al Progetto Lingue 2000 che riguarda alunni ed insegnanti delle scuole inferiori e superiori.

Il progetto non mira tanto a modificare ordinamenti e programmmi quanto di declinare questi ultimi in termini di competenze e obiettivi. Si colloca bene non solo nella prospettiva dell’ autonomia scolastica ma anche, allo stato, negli strumenti di flessibilità già esistenti ed evidenziati dal D.M. 251/98

Tra gli assi portanti del progetto c’è la Valutazione e la Certificazione. Le competenze acquisite e verificate in itinere costituiscono crediti formativi capitalizzabili e cumulabili che permettono ad ogni allievo di costruirsi un portfolio personale lungo tutto l’arco della scolarità.

Le certificazioni dei livelli di competenza secondo la scala globale di riferimento del Consiglio d’Europa (vedi il libro bianco II quadro comune di riferimento per l’insegnamento delle lingue straniere e il Portfolio linguistico) possono essere rilasciate dagli Enti Certificatori riconosciuti.

A livello europeo e internazionale già esistono enti accreditati che misurano e certificano i livelli di competenza nelle lingue straniere a cui si può fare riferimento per introdurre la cultura e la pratica della certificazione anche nel sistema scolastico italiano. Ciò implica un ripensamento del sistema di valutazione in relazione a capacità/competenze definite in termini di livelli di abilità linguistiche singole o integrate. Si tratta di delineare e proporre una serie di segmenti di insegnamento, autoconsistenti ma tra loro correlati, e di indicare strumenti e modalità per la valutazione dei risultati.

Il 24 gennaio 2000 viene emessa la comunicazione di servizio Prot. N. 08/AUT con la quale si informano le scuole che il Ministro ha sottoscritto un protocollo d’intesa con i più importanti enti certificatori europei. Vengono anche fornite le indicazioni operative per il rapporto che sarà instaurato tra scuola ed ente certificatore.

L’ I.T.C. di Lagonegro ha firmato una apposita convenzione con il Trinity College per poter consentire ai propri studenti di ottenere le relative certificazioni avvalendosi delle spese agevolate previste dal protocollo d’intesa firmato dal Ministero.

E’ appena il caso di far notare che si tratta di certificare le competenze comunicative degli studenti in modo che abbiano un attestato spendibile oltre i confini nazionali. Non si tratta di corsi di lingua inglese in quanto le competenze che si vogliono sviluppare sono obiettivo del normale lavoro didattico curricolare.

La seguente è una scheda informativa sul Trinity College di Londra.

Trinity College London

Il Trinity è un Ente certificatore britannico, senza scopo di lucro che rilascia certificati di competenza linguistica per studenti e qualifiche di specializzazione per docenti di inglese ( il Trinity è uno degli Enti che hanno firmato il protocollo d’intesa con il M.P.I.).

Fondato nel 1872 e patrocinato da Sua Altezza Reale il Duca di Kent, grazie al proprio operato nel campo della valutazione a livello mondiale nel 1995 il Trinity ha ottenuto il Queen’s Award for Export Achievements.

Trinity è membro di ABEEB, associazione di enti certificatori britannici attivamente sostenuta dal British Council ed è anche membro del consiglio consuntivo di BATQI, associazione di istituzioni britanniche che rilasciano qualifiche per insegnanti di inglese come lingua straniera.

Il Trinity opera in Italia da oltre 25 anni e attualmente le sedi registrate su tutto il territorio nazionale sono più di 300, di cui un terzo sono scuole statali.

Gli esami.

Il Trinity offre una serie progressiva di esami orali che, con ben 12 livelli, copre l’intera gamma delle abilità linguistiche e consente ad ognuno di sostenere l’esame più consono alle proprie competenze.

Gli esami Trinity valutano l’abilità di comunicare tramite una conversazione "one to one". Gli interessi personali di ogni candidato sono sempre presi in considerazione e dal livello 4 in poi, i candidati possono parlare anche di un argomento di loro scelta.In questo modo la motivazione a comunicare aumenta e il candidato e attivamente coinvolto. Non si tratta di una "interrogazione" a senso unico,ma di uno scambio reale tra due interlocutori.

Il Trinity cerca di trasformare l’esame in una esperienza reale,motivante e rilassante.Gli esaminatori sono tutti madre lingua, residenti nel Regno Unito ed esperti nell’insegnamento e nella valutazione della lingua inglese. Vengono formati dal Trinity per esaminare secondo un unico standard in modo che la valutazione sia la stessa in tutto il mondo. Trattandosi di un esame di uso reale della lingua il Trinity non condiziona nella scelta dei materiali didattici in quanto ciò che effettivamente viene valutato è l’abilità di parlare inglese e non quella di superare un esame.

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DALLA SCUOLA DEI PROGRAMMI ALLA SCUOLA DEL CURRICOLO.

Nella scuola tradizionale l’insegnamento era essenzialmente un’ azione di trasmissione del docente, il quale utilizzava i programmi ministeriali, rigidi e datati, per trasferirli agli allievi in maniera indistinta.

La sua attività era prevalentemente individualistica, caratterizzata da scarse occasioni di incontri , di confronti, di verifica e di controllo, era la scuola dei contenuti alla quale spesso sfuggiva la personalità dell’allievo nella sua complessità e nei suoi bisogni; la rigidità dei programmi, inoltre, teneva fuori dalla scuola la ricerca di quei contenuti disciplinari nuovi che oggi sono comuni alla cultura europea, nelle sedi universitarie, nei sistemi organizzativi complessi, nelle aziende avanzate.

La scuola della autonomia didattica ed organizzativa, oltre ad aprirsi alle nuove tecnologie, ai nuovi contenuti, che per la loro complessità non sono più confinabili nell’ambito disciplinare, richiedono, anzi, strategie metodologiche coniugate al plurale (si parla, perciò, di area pluridisciplinare o di lezione Teorica + laboratorio) è anche il frutto della ricerca di nuove strategie metodologiche e didattiche.

La ricerca educativa ha individuato nella "strategia curricolare" una via nuova per progettare, programmare, condurre e controllare i processi formativi e valutarne la produttività.

La strategia curricolare consente di costruire percorsi formativi e processi educativi in cui i bisogni formativi degli allievi si coniughino con la domanda di formazione culturale e professionale che viene dal mondo del lavoro e delle professioni.

La nuova scuola deve essenzialmente promuovere cultura e professionalità per tutti, secondo i bisogni di ciascuno, differenziando gli insegnamenti in relazione alle diverse modalità di apprendimento dei singoli.

Costruire un percorso curricolare significa

a) valutare le condizioni di partenza della classe in ordine a quattro profili della personalità dei singoli

· profilo psico — motorio, biologico;

· profilo emotivo — affettivo;

· profilo cognitivo

· profilo relazionale e sociale.

b) progettare il percorso modellandolo, in forma flessibile sui bisogni della classe e sui profili dei singoli;

c) essere consapevole delle finalità educative della disciplina o delle discipline;

d) individuare gli obiettivi di apprendimento condivisi dal Consiglio di Classe (alla fine del curricolo lo studente deve essere in grado di………);

e) descrivere i contenuti disciplinari e interdisciplinari (es. Diritto, Economia, Geografia Economica, Storia);

f) indicare le metodologie didattiche da adottare in riferimento al gruppo classe, agli obiettivi e ai contenuti, uso del laboratorio, di altri strumenti didattici;

g) tipologie di verifiche dell’apprendimento;

h) criteri di valutazione, secondo che essa sia ( iniziale — in itinere — sommativa o conclusiva).

Un percorso curricolare suddiviso in quadrimestri, può prevedere 1 + 1 moduli a quadrimestre. Un modulo (due mesi circa) suddiviso in Unità Didattiche (due settimane circa) è un blocco unitario di sapere, di concetti, di nuclei fondanti della disciplina o delle discipline, oggetto di apprendimento nel quale sono inseriti obiettivi di apprendimento, metodologie di insegnamento, tipologie di verifiche e criteri di misurazione e di valutazione da concordare nel Consiglio di Classe.

Ogni modulo può essere sviluppato nella singola disciplina, in 4 o 5 Unità Didattiche che possono essere considerate unità minime, segmenti dell’apprendimento complessivo sistemico o modulare.

Al fine di combattere la dispersione, di garantire il diritto all’istruzione e all’istruzione e alla formazione, di consentire agli alunni le realtà più confacenti alla propria personalità e al proprio progetto di vita, in applicazione all’art.1 della Legge 20 gennaio 1999, n. 9 — Disposizioni urgenti per l’elevamento dell’obbligo di istruzione, si procederà a favorire le seguenti attività, in orario pomeridiano

· Incontri di continuità con consigli delle III classi della Scuola Media, al fine di confrontare metodologie di lavoro nell’ambito della medesima strategia curricolare per progettare, programmare, condurre e controllare i processi formativi e valutarne la produttività e per costruire percorsi individualizzati in favore di alunni disabili o in difficoltà di apprendimento.

· incontri di orientamento extracurricolare, riferiti a n. 5 gruppi di docenti — allievi

· Incontri di orientamento dei maturandi in vista della scelta universitaria.

· Incontri con Sezioni Uffici del Lavoro per orientamento al lavoro.

1) Gruppo dell’espressione artistica per educazione teatrale, educazione musicale, mostre di arti figurative, danza classica, club fotografici di cineforum;

2) gruppo dell’efficienza fisica, gruppi sportivi, educazione alla salute, ecologia;

3) gruppo di attività culturali, giornale scolastico, club linguistico, visite guidate;

4) gruppo delle attività sociali, i club di studenti, le assemblee degli studenti;

5) gruppo della attività informatiche, Club di Internet, laboratorio.

Attività di aggiornamento

Lingue 2000 docenti di Inglese

· Attività di aggiornamento a distanza su Esami di Stato centro di ascolto C.M. n. 1/2000 (Docenti, Studenti, Genitori).

· Cultura dell’Autonomia ( Docenti e ATA).

· Tecnologia informatica applicata alla lettura del territorio.

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