per far conseguire agli allievi "Competenze" fatte di Conoscenze,
Abilità, Esperienze, Linguaggi
nel quadro di Valutazione degli apprendimenti e di Valutazione
dell’efficacia e della qualità del Servizio Scuola
Per far ciò occorre, altresì, instaurare un rapporto organico con il
mondo del lavoro e delle istituzioni economiche non solo locali, ma anche
nazionali.
Per far conseguire agli allievi competenze fatte di conoscenze,
abilità, esperienze e linguaggi occorre instaurare un rapporto organico
con il mondo del lavoro e delle istituzioni economiche non solo locali, ma
anche nazionali.
Negli anni scolastici precedenti e in quello in corso sono stati
organizzati stage e intese con imprese ed istituzioni, i risultati
raggiunti pur se discreti per alcune classi non sono ancora rientrati
nella ordinarietà che queste cose devono avere per un indirizzo di studio
specifico e professionalizzante.
I progetti realizzati sul tema dell’imprenditorialità giovanile hanno
fatto prendere coscienza ai giovani di come debba cambiare l’approccio
verso il lavoro "dal mito del posto fisso" al "lavoro in proprio", questo
nuovo modo di formare i giovani passa attraverso una "rivoluzione"
culturale della scuola che ha come obiettivo primario quello di puntare ad
una cultura globale; occorre formare diplomati con una accentuata
propensione alla flessibilità, gli studenti devono continuamente misurare
ciò che teoricamente studiano a scuola delle aziende con ciò che è la
realtà del mondo del lavoro ( Art.4, comma 6, Legge sul riordino dei cicli
scolastici).
Il mondo dell’impresa per molti anni ha rappresentato un oggetto
misterioso pe i non addetti ai lavori, spesso per atteggiamenti oziosi e
spesso per paura del confronto la scuola italiana ha tardato a conoscere
dal di dentro questo mondo così ci si è accorti che le regole e i
meccanismi umani e non, che sottostanno alle dinamiche aziendali, sono un
patrimonio non solo economico ma culturale che va valorizzato e
preservato.
Il Mezzogiorno, presenta enormi ritardi perché storicamente vive
marginalmente questo settore importante della società.
La nostra scuola, oltre alla specificità del suo indirizzo di studi si
propone di essere punto di riferimento dei giovani per quanto riguarda
prima la formazione culturale orientata all’impresa e poi la necessaria
qualificazione professionale, che abbia come obiettivo primario quello
della formazione al lavoro di impresa e alla creazione di impresa.
Azioni programmatiche
· Individuare la figura del docente referente alla cultura di impresa.
· stabilire rapporti con associazioni imprenditoriali (Confindustria,
Api, Confartigianato) con le organizzazioni di sostegno allo sviluppo
imprenditoriale (Ig, Ig student, Agenzie per il lavoro) con gli istituti
di credito, con gli Enti locali, col Tribunale, Camera di Commercio,
Uffici finanziari.
· Stabilire rapporti con imprese di aree industriali avanzate e
gemellaggi con istituti operanti in aree industrializzate.
· Individuare classi pilota dell’Istituto per sperimentare progetti da
monitorare ed estendere al percorso formativo del curricolo.
· Riformulare il curricolo in forme modulari e flessibili,
finalizzandolo a competenze da spendere subito.
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TECNICO PER IL TURISMO.
Motivazione della richiesta - I documenti ufficiali della
programmazione economica della Regione Basilicata (Piano di sviluppo,
Programma Operativo Plurifondo, Programma Operativo di settore)
individuano nel turismo uno dei settori trainanti per promuovere lo
sviluppo economico di vaste aree della Regione, con particolare
riferimento al Lagonegrese e all’area meridionale della Regione.
Obiettivo prioritario della programmazione regionale per il settore
turistico è costituito dalla piena valorizzazione delle risorse
turistiche, naturalistiche culturali, gastronomiche attraverso la
metodologia programmatica degli itinerari
· itinerario della neve (turismo invernale, stazione di sci)
· itinerario naturalistico e paesaggistico (aree protette, parchi
naturali)
· itinerario storico — culturale (risorse archeologiche, monumentali,
· linguistiche, antropologiche)
· itinerario gastronomico (dalle produzioni tipiche ai sapori della
· tradizione).
La programmazione regionale, già da due decenni, ha inteso avviare una
strategia mirata a diffondere una conoscenza articolata delle risorse e
delle potenzialità turistiche regionali, per venire incontro alle esigenze
di un mercato sempre più sensibile ad un turismo di qualità e per dare
vita ad uno specifico e originale "prodotto" tipico regionale.
Si muove nel mercato turistico una domanda, prevalentemente di giovani
e giovanissimi che ricerca, in maniera crescente, un rapporto positivo e
profondo con la natura; la Basilicata per una certa estraneità ai grandi
processi di industrializzazione e di urbanizzazione, è in grado di offrire
una valida proposta di turismo alternativo, a certe condizioni
· recuperare, valorizzare e sostenere l’impresa turistico.
· garantire una qualificazione tecnico — professionale agli
· addetti del settore, nelle sue molteplici specializzazioni.
· puntare sull’uso delle tecnologie informatiche al fine di superare
certi ritardi in materia di viabilità di trasporti rapidi, di
comunicazioni.
Il piano quadriennale di sviluppo socioeconomico 1999/2002 curato dalla
Comunità Montana del Lagonegrese, per l’area di sua pertinenza individua
nel settore turistico punti di forza, alcuni punti di debolezza, ed alcune
proposte.
Punti di forza
· valenza paesaggistica dell’area;
· trends di afflusso turistico in continua crescita;
· imprenditorialità dinamica del settore;
· beni culturali ed artistici.
Punti di debolezza
· carenza di strutture ed infrastrutture;
· formazione professionale insufficiente;
· disuso del patrimonio edilizio esistente;
· carenza di marketing del prodotto "Basilicata".
Proposte
· potenziamento attività ricettive e servizi ( camping ed aree
attrezzate);
· agriturismo ed attività collegate;
· offerta di pacchetti turistici integrati;
· potenziamento dell’offerta formativa.
I cambiamenti in atto richiedono, in aggiunta alle competenze
professionali, doti relazionali e capacità di comunicazione adeguate che
permettano agli operatori la gestione dei processi nella complessità dei
rapporti che all’esterno dell’azienda si generano.
Si tende verso la formazione globale ricca di atteggiamenti attivi che
inducono alla ricerca, alla collaborazione allo spirito di gruppo e alla
corresponsabilità.
Alla luce delle suddette considerazioni si chiede di potere avviare
anche a titolo sperimentale, un corso di tecnico per il turismo, a
servizio di un bacino di utenza che, oltre all’area sud della Basilicata
comprenderebbe l’area nord della Regione Calabria, nel territorio del
Parco Nazionale del Pollino, e dell’ istituendo Parco Sirino — Val D’Agri.
Il profilo professionale del Tecnico per il Turismo può costituire una
risposta adeguata alle esigenze del territorio e alla necessità di
qualificare il settore turistico.
Il Tecnico per il Turismo conosce il mercato turistico nazionale e
regionale, sa integrare le esigenze, propone modelli idonei di analisi
quantitativa e qualitativa. Possiede le necessarie competenze per la
gestione di un sistema turistico informativo integrato entro il quale
organizza i dati per il controllo dello sviluppo e delle entità.
Comunica correttamente e correntemente in tre lingue, da individuare
strutture, ambiti applicativi e soggetti utilizzatori.
Utilizza con competenza gli strumenti di finanziamento e di
applicazione resi disponibili da leggi, circolari e direttive, europee
nazionali e regionali, sa comporre modelli e progetti di analisi
quantitativi e qualitativi.
E’ in grado di organizzare le risorse dell’impresa turistica con
adeguati sistemi di programmazione e di valutazione.
Settori di inserimento lavorativo agenzie, centri fieristici, trasporti
e comunicazioni, alberghi, parchi, educazione ambientale, aziende di
servizi import — export, camping, valorizzazione centri storici,
cooperazione, escursionismo, sentieristica.
Obiettivo principale a cui ispirare l’intera azione didattica è,
dunque, fornire tutti gli strumenti teorici e pratici rivolti a favorire
nei giovani la formazione di larghe e solide competenze linguistiche,
informatiche, socio — economiche, giuridico — legislative, ed economico —
aziendali.
La scuola possiede le risorse umane professionali, strumentali ed
organizzative per assicurare un positivo esito alla formazione del Tecnico
per il Turismo e di poter, così, svolgere un ruolo di maggiore
collegamento tra formazione e impresa turistica e tra formazione e lavoro.
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IL TRINITY COLLEGE DI LONDRA.
Per meglio comprendere le ragioni della collaborazione con l’Ente
certificatore Trinity College di Londra dobbiamo brevemente soffermarci su
alcuni punti della politica scolastica europea e italiana.
La Commissione Europea prevede che le sorti delle loro comunità siano
fortemente condizionate dalla loro capacità di stabilire relazioni in tre
lingue europee, due altre in aggiunta a quella materna; il Consiglio d’
Europa ha promosso studi decisivi nel campo dell’insegnamento linguistico,
nel tentativo di tracciare rotte per i singoli paesi dell’Unione.
Il Parlamento Italiano, consapevole del ruolo decisivo della competenza
comunicativa in più lingue comunitarie dei propri cittadini, nel varare la
L. 440 del 12 dicembre 1997,volta a migliorare e potenziare l’offerta
formativa, ha previsto interventi di arricchimento e potenziamento
dell’impianto curricolare correlati a bisogni specifici delle singole
scuole con un ambito privilegiato che riguarda lo studio delle lingue
straniere.
Un primo progetto è stato nell’anno scolastico 1998/99 in ossequio alle
indicazioni della legge citata, che ha riguardato la scuola media e, in
misura minore, la scuola elementare.
L’accoglienza favorevole degli interventi attuati in questa prima fase
ha condotto al Progetto Lingue 2000 che riguarda alunni ed insegnanti
delle scuole inferiori e superiori.
Il progetto non mira tanto a modificare ordinamenti e programmmi quanto
di declinare questi ultimi in termini di competenze e obiettivi. Si
colloca bene non solo nella prospettiva dell’ autonomia scolastica ma
anche, allo stato, negli strumenti di flessibilità già esistenti ed
evidenziati dal D.M. 251/98
Tra gli assi portanti del progetto c’è la Valutazione e la
Certificazione. Le competenze acquisite e verificate in itinere
costituiscono crediti formativi capitalizzabili e cumulabili che
permettono ad ogni allievo di costruirsi un portfolio personale lungo
tutto l’arco della scolarità.
Le certificazioni dei livelli di competenza secondo la scala globale di
riferimento del Consiglio d’Europa (vedi il libro bianco II quadro comune
di riferimento per l’insegnamento delle lingue straniere e il Portfolio
linguistico) possono essere rilasciate dagli Enti Certificatori
riconosciuti.
A livello europeo e internazionale già esistono enti accreditati che
misurano e certificano i livelli di competenza nelle lingue straniere a
cui si può fare riferimento per introdurre la cultura e la pratica della
certificazione anche nel sistema scolastico italiano. Ciò implica un
ripensamento del sistema di valutazione in relazione a capacità/competenze
definite in termini di livelli di abilità linguistiche singole o
integrate. Si tratta di delineare e proporre una serie di segmenti di
insegnamento, autoconsistenti ma tra loro correlati, e di indicare
strumenti e modalità per la valutazione dei risultati.
Il 24 gennaio 2000 viene emessa la comunicazione di servizio Prot. N.
08/AUT con la quale si informano le scuole che il Ministro ha sottoscritto
un protocollo d’intesa con i più importanti enti certificatori europei.
Vengono anche fornite le indicazioni operative per il rapporto che sarà
instaurato tra scuola ed ente certificatore.
L’ I.T.C. di Lagonegro ha firmato una apposita convenzione con il
Trinity College per poter consentire ai propri studenti di ottenere le
relative certificazioni avvalendosi delle spese agevolate previste dal
protocollo d’intesa firmato dal Ministero.
E’ appena il caso di far notare che si tratta di certificare le
competenze comunicative degli studenti in modo che abbiano un attestato
spendibile oltre i confini nazionali. Non si tratta di corsi di lingua
inglese in quanto le competenze che si vogliono sviluppare sono obiettivo
del normale lavoro didattico curricolare.
La seguente è una scheda informativa sul Trinity College di Londra.
Trinity College London
Il Trinity è un Ente certificatore britannico, senza scopo di lucro che
rilascia certificati di competenza linguistica per studenti e qualifiche
di specializzazione per docenti di inglese ( il Trinity è uno degli Enti
che hanno firmato il protocollo d’intesa con il M.P.I.).
Fondato nel 1872 e patrocinato da Sua Altezza Reale il Duca di Kent,
grazie al proprio operato nel campo della valutazione a livello mondiale
nel 1995 il Trinity ha ottenuto il Queen’s Award for Export Achievements.
Trinity è membro di ABEEB, associazione di enti certificatori
britannici attivamente sostenuta dal British Council ed è anche membro del
consiglio consuntivo di BATQI, associazione di istituzioni britanniche che
rilasciano qualifiche per insegnanti di inglese come lingua straniera.
Il Trinity opera in Italia da oltre 25 anni e attualmente le sedi
registrate su tutto il territorio nazionale sono più di 300, di cui un
terzo sono scuole statali.
Gli esami.
Il Trinity offre una serie progressiva di esami orali che, con ben 12
livelli, copre l’intera gamma delle abilità linguistiche e consente ad
ognuno di sostenere l’esame più consono alle proprie competenze.
Gli esami Trinity valutano l’abilità di comunicare tramite una
conversazione "one to one". Gli interessi personali di ogni candidato sono
sempre presi in considerazione e dal livello 4 in poi, i candidati possono
parlare anche di un argomento di loro scelta.In questo modo la motivazione
a comunicare aumenta e il candidato e attivamente coinvolto. Non si tratta
di una "interrogazione" a senso unico,ma di uno scambio reale tra due
interlocutori.
Il Trinity cerca di trasformare l’esame in una esperienza
reale,motivante e rilassante.Gli esaminatori sono tutti madre lingua,
residenti nel Regno Unito ed esperti nell’insegnamento e nella valutazione
della lingua inglese. Vengono formati dal Trinity per esaminare secondo un
unico standard in modo che la valutazione sia la stessa in tutto il mondo.
Trattandosi di un esame di uso reale della lingua il Trinity non
condiziona nella scelta dei materiali didattici in quanto ciò che
effettivamente viene valutato è l’abilità di parlare inglese e non quella
di superare un esame.
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DALLA SCUOLA DEI PROGRAMMI ALLA SCUOLA DEL
CURRICOLO.
Nella scuola tradizionale l’insegnamento era essenzialmente un’ azione
di trasmissione del docente, il quale utilizzava i programmi ministeriali,
rigidi e datati, per trasferirli agli allievi in maniera indistinta.
La sua attività era prevalentemente individualistica, caratterizzata da
scarse occasioni di incontri , di confronti, di verifica e di controllo,
era la scuola dei contenuti alla quale spesso sfuggiva la personalità
dell’allievo nella sua complessità e nei suoi bisogni; la rigidità dei
programmi, inoltre, teneva fuori dalla scuola la ricerca di quei contenuti
disciplinari nuovi che oggi sono comuni alla cultura europea, nelle sedi
universitarie, nei sistemi organizzativi complessi, nelle aziende
avanzate.
La scuola della autonomia didattica ed organizzativa, oltre ad aprirsi
alle nuove tecnologie, ai nuovi contenuti, che per la loro complessità non
sono più confinabili nell’ambito disciplinare, richiedono, anzi, strategie
metodologiche coniugate al plurale (si parla, perciò, di area
pluridisciplinare o di lezione Teorica + laboratorio) è anche il frutto
della ricerca di nuove strategie metodologiche e didattiche.
La ricerca educativa ha individuato nella "strategia curricolare" una
via nuova per progettare, programmare, condurre e controllare i processi
formativi e valutarne la produttività.
La strategia curricolare consente di costruire percorsi formativi e
processi educativi in cui i bisogni formativi degli allievi si coniughino
con la domanda di formazione culturale e professionale che viene dal mondo
del lavoro e delle professioni.
La nuova scuola deve essenzialmente promuovere cultura e
professionalità per tutti, secondo i bisogni di ciascuno, differenziando
gli insegnamenti in relazione alle diverse modalità di apprendimento dei
singoli.
Costruire un percorso curricolare significa
a) valutare le condizioni di partenza della classe in ordine a quattro
profili della personalità dei singoli
· profilo psico — motorio, biologico;
· profilo emotivo — affettivo;
· profilo cognitivo
· profilo relazionale e sociale.
b) progettare il percorso modellandolo, in forma flessibile sui bisogni
della classe e sui profili dei singoli;
c) essere consapevole delle finalità educative della disciplina o delle
discipline;
d) individuare gli obiettivi di apprendimento condivisi dal Consiglio
di Classe (alla fine del curricolo lo studente deve essere in grado
di………);
e) descrivere i contenuti disciplinari e interdisciplinari (es.
Diritto, Economia, Geografia Economica, Storia);
f) indicare le metodologie didattiche da adottare in riferimento al
gruppo classe, agli obiettivi e ai contenuti, uso del laboratorio, di
altri strumenti didattici;
g) tipologie di verifiche dell’apprendimento;
h) criteri di valutazione, secondo che essa sia ( iniziale — in itinere
— sommativa o conclusiva).
Un percorso curricolare suddiviso in quadrimestri, può prevedere 1 + 1
moduli a quadrimestre. Un modulo (due mesi circa) suddiviso in Unità
Didattiche (due settimane circa) è un blocco unitario di sapere, di
concetti, di nuclei fondanti della disciplina o delle discipline, oggetto
di apprendimento nel quale sono inseriti obiettivi di apprendimento,
metodologie di insegnamento, tipologie di verifiche e criteri di
misurazione e di valutazione da concordare nel Consiglio di Classe.
Ogni modulo può essere sviluppato nella singola disciplina, in 4 o 5
Unità Didattiche che possono essere considerate unità minime, segmenti
dell’apprendimento complessivo sistemico o modulare.
Al fine di combattere la dispersione, di garantire il diritto
all’istruzione e all’istruzione e alla formazione, di consentire agli
alunni le realtà più confacenti alla propria personalità e al proprio
progetto di vita, in applicazione all’art.1 della Legge 20 gennaio 1999,
n. 9 — Disposizioni urgenti per l’elevamento dell’obbligo di istruzione,
si procederà a favorire le seguenti attività, in orario pomeridiano
· Incontri di continuità con consigli delle III classi della Scuola
Media, al fine di confrontare metodologie di lavoro nell’ambito della
medesima strategia curricolare per progettare, programmare, condurre e
controllare i processi formativi e valutarne la produttività e per
costruire percorsi individualizzati in favore di alunni disabili o in
difficoltà di apprendimento.
· incontri di orientamento extracurricolare, riferiti a n. 5 gruppi di
docenti — allievi
· Incontri di orientamento dei maturandi in vista della scelta
universitaria.
· Incontri con Sezioni Uffici del Lavoro per orientamento al lavoro.
1) Gruppo dell’espressione artistica per educazione teatrale,
educazione musicale, mostre di arti figurative, danza classica, club
fotografici di cineforum;
2) gruppo dell’efficienza fisica, gruppi sportivi, educazione alla
salute, ecologia;
3) gruppo di attività culturali, giornale scolastico, club linguistico,
visite guidate;
4) gruppo delle attività sociali, i club di studenti, le assemblee
degli studenti;
5) gruppo della attività informatiche, Club di Internet, laboratorio.
Attività di aggiornamento
Lingue 2000 docenti di Inglese
· Attività di aggiornamento a distanza su Esami di Stato centro di
ascolto C.M. n. 1/2000 (Docenti, Studenti, Genitori).
· Cultura dell’Autonomia ( Docenti e ATA).
· Tecnologia informatica applicata alla lettura del territorio.
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